L’albergatore di Betlemme


L’albergatore di Betlemme, forse, era un po’ in difficoltà, in quei giorni. Il censimento aveva portato molti viaggiatori dalle sue parti: uomini soli, o accompagnati da figli adulti, che tornavano al paesello d’origine per obbedire alla richiesta dell’imperatore, così desideroso di contarli... né lui né i suoi ospiti erano certo di buon umore: viaggiare nella stagione umida, si sa, non mette allegria; tante richieste di alloggio, se permettevano un guadagno maggiore del solito, ponevano problemi e difficoltà che l’albergatore avrebbe evitato volentieri, abituato com’era ad accontentarsi del solito guadagno. E poi, Dio era stato chiaro con Abramo: “guarda le stelle, contale se ci riesci... prova a contare i granelli di sabbia sulla riva del mare... così sarà la tua discendenza: non potrà essere contata”, e ora, ecco: i Romani ci contano, famiglia per famiglia, con scrupolosa esattezza, come si fa con le pecore e le capre prima di venderle o di macellarle. Gli invasori non solo calpestano la Terra promessa, ma contano uno per uno i figli di Abramo! Dio ci ha abbandonati fino a questo punto?

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